Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.
Ieri "sfogliavo" le immagini di J.V e pensavo al blog, così, al fatto che è in fase di prepensionamento, o di stati cronica o semplicemente di mancanza di idee. Tempo fa, forse avrei scelto le immagini di danza, con i colori accesi e con più personaggi. Ieri mi ha colpito questa, in quasi tutte le immagini dell'autore c'è un senso di sospensione, quasi irreale, di attesa però certa, di gratificazione dell'attesa... di rassegnazione tranquilla. No, non è una lezione su Vettriano, ci mancherebbe altro, lascio il mestiere ai crici e storici dell'arte. Solo considerazioni a scrittura a voce alta: quando ho visto questa immagine, ieri ho pensato: MF! No, non la donna elegante che ammira il paesaggio "velato" e filtrato ma la situazione in generale, l'ambiente, i colori la sospensione e l'attesa CERTA. Ecco, mf - ha sentenziato Erminio - devi postare quest'immagine sul blog e dire qualcosa e dire qualcosa che possa avere un senso. Detto da Erminio suona buffo, lo so ma sapete anche che è il neurone al quale ho sempre (ahimè?) dato ascolto e quindi per chi mi dice: "ma il blog, lo lasci così, mezzo morto, svenuto? Triste solitario Y final?" - No, o almeno non del tutto:) Se c'è ancora un po' di vita è grazie a Ermy, dunque:)
Cambiando discorso, venerdì 26 al reading dei testi che hanno partecipato al progetto AURORALIA, oltre agli autori e interpreti e amici e altri ospiti mf ha ricevuto una sorpresa che l'ha lasciata di stucco, tanto che non sapevo davvero cosa dire. Alla fine delle letture (tutte molto partecipate, e interpretate e recitate dai vari autori, ebbene sì anche da noi 5...) mi chiama un ragazzo: "Sei Sabrina Manfredi?"
Ve la faccio breve altrimenti diventa un m. mito: era UNDULANT!!!!!!!!!!!!!!!!
Proprio lui, insieme alla dolcissima UNDULANTESSA, colui che ha sempre indovinato i metallipainting, roba che manco l'autore sarebbe riuscito a farlo! Beh, grazie della sorpresa Undy! Erminio si è davvero emozionato, sappilo!
Ci sono, ci sono. Poco ma ci sono. La vita di mf e i magnifici 4 ha solo rallentato la marcia ma non è ancora arrivato il momento di chiudere questa avventura.
Mf, in qualità di S.M. ha partecipato ad un'iniziativa letteraria nata dall'idea di Gaja Cenciarelli, alias Miss Sinestetica. L'iniziativa si intitola AURORALIA, e ha raccolto 50 adesioni e racconti ispirati ad una foto del grande Jerry Uelsmann, racconti che vengono pubblicati quotidianamente da diversi giorni sul blog "sinestetico".
Oggi è arrivato il momento del racconto di MF, o meglio di Sabrina Manfredi. Io lo posto anche qui ma siete invitati anche a casa di Gaja, se vi va, per leggere e/o commentare questo o gli altri.
Come corollario di questa iniziativa, il 26 giugno si terrà a Roma, alla libreria Flexi, alle 21,00 un reading di 15 dei suddetti racconti. Amici blogger romani ma anche "extracomunitari" siete invitati a partecipare.
Buona settimana (calda) a tutti, mf.
ps: non stroncatemi troppo:)))))))
Ah, ho dimenticato il link ai racconti di oggi, sul blog di Sinestetica: li trovate QUI
Ho attraversato così tante volte lo specchio dell'anima, in questi ultimi anni, che non so più chi sono. O meglio, non so più chi ero: una forma, un'ombra, un cercatore di verità egoiste.
Ho udito così tante voci rimbalzare contro lo specchio dell'anima, in questi ultimi mesi, che la babele di suoni e rumori non sapeva più quale voce o rumore ascoltare. Ero un orecchio di Brandt* sdraiato sulla spiaggia, un uditore di parole scomposte.
In questi ultimi giorni ho toccato così tanti corpi, frammenti dello specchio che ogni volta che vi entravo si moltiplicava come pane e pesce, dando vita al mondo intero, che tutti i corpi che toccavo si riassumevano in un Unico corpo sacro, pagano, incredulo e estatico: il grande mortale, crocifisso per volontà maledettamente divina. Ero una grande mano che afferrava carni inviolate.
Nelle ultime ore, anzi nell'ultima ora, quella che precede il risveglio, quando le voci tacciono e le membra riposano, quando il rapimento è sublime e l'inconscio straripa dai sensi, ho visto. Ho spiccato il volo attraverso lo specchio e sullo specchio acquatico, da dove tutto è iniziato. Ho guardato e veduto, toccato con tutte le forme possibili, me stesso riposare in pace.